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Tratto da”Black Holes” (2016, Edizioni Kappabit)

 

In questi giorni in cui si dà l’annuncio al mondo intero del rilevamento dell’esistenza reale delle ‘onde gravitazionali’, cento anni dopo che Albert Einstein le aveva teorizzate e predette con la teoria generale della relatività, non sorprende quasi poter constatare che anche l’arte, come la scienza, ha le sue antenne premonitrici. E mi riferisco alle opere di Michele Cossyro, di cui non ci si stanca di stupirsi per la valenza anticipatrice delle sue ricerche plastiche rivolte a forme particolarmente originali e sorprendenti per l’evocazione di impressionanti fenomeni di cui prima la fisica moderna  e successivamente quella contemporanea si sta da tempo occupando. Continua a leggere

Michele Cossyro ha cominciato a dipingere affascinato dalla luce e dal colore del cielo e del mare della sua isola di Pantelleria, i prodotti del mare, le belle conchiglie iridate. Poi quella luce, spinta dagli azzurri e dai blu intensi verso l’orizzonte, si è come rappresa, formando una linea netta, tanto più lucente quanto più profondo il colore. Di lì sono nate le « superfici specchianti », le immagini ad angolo retto, la pittura che rispecchia se stessa, il mito di Narciso. Continua a leggere

Dalle incantate annotazioni sulla natura marina e celeste della Sua terra ha estratto con lucida meditazione la pura essenza della luce e del colore, cercando tra i sedimenti delle sensazioni e della memoria una realtà tanto più evidente quanto più allusiva, un orizzonte tanto più vasto quanto più indefinito.